Si è da poco conclusa al MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, la mostra “Roma nel mondo”, a cura di Ricky Burdett. Una vera delizia per tutti i palati.
La prima sezione ha messo a confronto la nostra capitale con altre grandi città di tutto il mondo, analizzando le principali dinamiche che danno forma alle città del XXI secolo — spazio, mobilità, ambiente e società — e lo ha fatto attraverso l’esposizione, in un museo d’arte contemporanea, di dati.
Grafici che diventano grandi totem colorati sparsi nello spazio espositivo; istogrammi come sculture rosso fuoco da apprezzare girandoci intorno; numeri asettici che riempiono pannelli di plexiglass sotto forma di cilindretti di spugna.
Dati su demografia, numero di auto pro capite, natalità e molto, molto, altro, provenienti da città estremamente diverse tra loro, messi a confronto in maniera fruibile e spettacolare, con l’obiettivo di far comprendere al maggior numero possibile di persone l’identità delle città e di Roma in particolare. Un’operazione riuscitissima.
Ma una menzione d’onore, da parte nostra, va all’ultima tappa della mostra: un grande schermo digitale, ritagliato sui confini di Roma, di forte impatto scenico, sul quale vengono proiettate mappe di sintesi dai colori vivaci, accompagnate da una voce narrante. I loro elementi scompaiono e riappaiono con movimenti capaci di ipnotizzare qualsiasi pubblico.
In questo modo leggiamo anche noi Roma: le differenze tra quartieri ad alto e basso reddito, la sua capacità di essere aperta e vivibile nonostante l’intasamento del traffico, pregi e difetti portati alla luce grazie a una volontà precisa che anche noi, nel nostro piccolo, perseguiamo con caparbietà: far capire, tradurre, mediare, convinti che solo questo possa servire a una vera e proficua alleanza tra decisori, progettisti, cittadini e cittadine.
